Reading Time: 7 minutes

Erasmus, il programma dell’Unione Europea che connette cultura internazionale e percorsi di studi. Lo fa da 33 anni, inizialmente era destinato solo agli studenti di lingue, poi pian piano fu aperto a tutti gli altri. Ogni anno sempre più studenti scelgono di partire per 6 o 12 mesi e vivere, consapevolmente o meno, un’avventura che cambierà la loro esistenza per sempre.

Ma oggi vorrei stupire i lettori con uno studente Erasmus modello, una ragazza che ha viaggiato studiando in tre diverse nazioni e sinceramente, conoscendola, non so se ha terminato i suoi giri internazionali con i libri nello zaino.

Conoscere nuove persone e culture apre la mente e ti fa diventare una persona migliore, io la vedo così.

erasmus

Intervista a Marica Lionetti, studentessa Erasmus +

Ciao Marica, inizierei l’intervista con un recap di tutte le città in cui hai vissuto

Ho svolto

  • un Erasmus + a Saragozza (Spagna) durante la triennale,
  • un Erasmus Traineeship a Cartagena (Spagna) per il tirocinio,
  • un Erasmus + a Bordeaux (Francia) durante la magistrale
  • e sto frequentando un corso universitario a Londra

anche se quest’ultima esperienza ha diritto a una spiegazione a sé.

Cos’è l’Erasmus?

«L’Erasmus per alcuni rappresenta il primo vero distacco dalla famiglia e le prime sfide, tra cui la ricerca della casa, gli esperimenti in cucina, la convivenza con estranei, l’immersione in una nuova lingua, che al principio di solito nemmeno si parla. E poi le discussioni causate da fraintendimenti culturali e la libertà di prendere qualsiasi decisione, affrontandone da soli le conseguenze».

Da Storie di Erasmus, Marica Lionetti, Unicusano

erasmus+
«Penso che non viaggiare sia come mangiare sempre la stessa cosa»

Le 10 frasi anti motivazionali che ti faranno crescere…

Cosa ti ha spinto a voler andare in Erasmus? Come avviene la scelta della città?

Sono partita nel 2017, la scelta della Spagna è stata motivata dal fatto che l’anno prima avevo conosciuto due ragazze che parlavano spagnolo, ma la comunicazione non era facile quindi c’era difficoltà di esprimersi. Avevo il desiderio di abbattere queste barriere e conoscere loro senza filtri.

Sono tornata da un viaggio di due settimane per l’Europa, ho fatto due esami nella mia università e il giorno dopo sono partita per Saragozza. È abbastanza semplice trovare casa, ne ho trovata una grazie all’associazione AEG della San Jorge, un servizio in cui i ragazzi si offrono di aiutare gli studenti Erasmus in entrata.

Ho abitato in una casa di 6 persone, sono stata molto bene, ho imparato molto dalle differenze culturali. Ho imparato le culture degli altri, ho imparato perché qualcosa è offensiva per l’uno e non per l’altro. Ho imparato ad apprezzare la pazienza. Questo è quello che ho appreso dal primo Erasmus, ho conosciuto persone che ancora oggi sento.

Come si organizza la partenza per l’Erasmus e come si sopravvive?

La lettera di accettazione la prima volta l’ho ricevuta mentre mi trovavo a Berlino, durante quel viaggio in Europa, e non ho potuto compilarla io, ma lo ha fatto mia madre per me, santa donna!

Dal momento in cui si trova casa è tutto in discesa perché ci si abitua, si ha una propria routine se si vuole andare in palestra, cucinare, fare la spesa. In Erasmus non pensi ad altro che a te stesso e a come vuoi organizzare la tua giornata. Uno dei più alti momenti di indipendenza, responsabilizza molto.

Dai un’occhiata anche a: Cosa fare prima di partire in Erasmus, 7 fondamentali step

erasmus traineeship
«Sono convinta che dal primo viaggio importante in cui ci si mette alla prova e ci si allontana dalla propria zona di comfort, si inizi a sviluppare un senso di soddisfazione»

Perché hai deciso di ripartire in Erasmus? E perché proprio Cartagena?

Ho deciso di ripartire nel 2018 perché, avendo viaggiato molto negli anni precedenti, avevo finalmente trovato il mio equilibrio nell’evasione. Questo si è palesato davanti a me attraverso un bando per tirocinio, che avrebbe risolto anche il problema di cercare un tirocinio in Italia, cercare la struttura, manifestare interesse alla struttura scelta etc.

Perché proprio Cartagena? Mi sono un po’ accontentata, però è stata una fortuna, perché sono riuscita a trovare un po’ tutto ciò di cui avevo bisogno. Sono riuscita a studiare, lavorare, andare al mare. In casa facevano spesso festini mentre io studiavo, ma comunque mi è piaciuto vivere con persone sempre attive. Cartagena è una di quelle città in cui sarei voluta rimanere a vivere. Vivevo con cinque francesi dolcissimi, preparavano ricette senza lattosio solo per me, e per i francesi è un’impresa difficile cucinare senza latticini!

Per quanto riguarda il Traineeship, avendo avuto poco tempo, non ho trovato la struttura migliore, facevo la segretaria bilingue presso il dipartimento di lingue e culture. Mentre ero lì però, sono riuscita a trovare un posto come tirocinante anche in uno studio di commercialista e allora andavo un po’ lì a fare la tirocinante e un po’ la segretaria bilingue. Sono stata tre mesi.

E perché Bordeaux? La prima esperienza fuori dalla Spagna…

Bordeaux, come puoi immaginare, l’ho scelta perché vivevo con quei francesi che ti dicevo e questo mi ha dato l’input per voler apprendere il francese. Son partita, ma la storia è diversissima. Ho avuto molta difficoltà a trovare casa, a una settimana dalla partenza ancora non l’avevo trovata. Un’amica di un’amica, Justine, mi ha permesso di vivere con lei per i primi tempi. Poi in realtà sono rimasta a vivere in casa con lei. La difficoltà è stata nel fatto che ero in ritardo per iscrivermi a un programma specifico per cercare casa. La mia organizzazione diciamo che non è da prendere d’esempio!

Dai un’occhiata anche ai 3 miti da sfatare sugli italiani all’estero!

erasmus
«Abbiamo l’opportunità di cambiare vita in qualsiasi momento»

Ci parli dell’esperienza di Londra?

Sono convinta che dal primo viaggio importante in cui ci si mette alla prova e ci si allontana dalla propria zona di comfort, si inizi a sviluppare un senso di soddisfazione per vedere quali traguardi abbiamo raggiunto da soli senza l’aiuto di nessuno. E in questo momento è come sfatare dei limiti che ci eravamo imposti, inizia quella voglia di scoprire sempre di più fino a dove riusciamo a spingerci, perché infondo abbiamo l’opportunità di cambiare vita in qualsiasi momento.

I primi viaggi ti mostrano le opportunità che abbiamo di fronte a noi, soprattutto quando siamo giovani, non abbiamo un lavoro che ci tiene legati. Possiamo andare in ogni parte del mondo, e ogni parte del mondo ci arricchiscie sotto ogni punto di vista, come anche vedere come varia un insegnamento da una nazione all’altra è interessante.

Proprio per questo mi è stato proposto di iscrivermi a un nuovo corso di laurea in Politics and International Relations a Londra, lo frequento a distanza perché sto finendo la magistrale di Scienze Economiche a Roma. Ci ho pensato molto, perché alcune persone riescono a rimanere indietro con gli esami con una laurea, figuriamoci con due! Però, perché non provarci? Alla fine era una borsa di studio e ho deciso di buttarmi e iniziare questa esperienza. Adesso sono in dirittura di arrivo, non pensavo di poterci riuscire e invece sono quasi alla fine. Questa cosa l’ho sempre avuta, vedere quali sono i miei limiti, vedere fino a che punto posso mettermi sotto pressione.

Dai un’occhiata anche a “Vivere da soli, ciò che nessuno ti ha detto mai”

Se avessi l’opportunità di rifare un altro Erasmus dove andresti?

Se avessi l’opportunità andrei in Oriente, vorrei vivere in Giappone, con persone con un modo di pensare totalmente differente dal nostro. Mi piacerebbe molto. Purtroppo ho ampliamente usufruito del programma Erasmus, quindi l’università non mi dà altre opportunità.

Se non lo avessi fatto, come pensi sarebbe stata la tua vita?

Se non avessi fatto l’Erasmus la mia vita sarebbe stata vuota rispetto a quella che sto vivendo adesso, le esperienze che ho fatto sono state divertentissime, mi hanno messo alla prova. Se non mi fossi trovata in alcune situazioni non avrei mai saputo che sarei stata in grado di reagire come ho fatto.

Anche perché non avrei conosciuto queste persone che si sono rivelate essere tra le più importanti della mia vita, non sarei diventata così tollerante, queste persone mi hanno fatto vedere dei lati del mio carattere che non conoscevo. In amicizia sorge anche una specie di imitazione, alcune mi hanno trasmesso l’ambizione, altre le ricette, se sono quella che sono adesso è grazie a loro. Penso che non viaggiare sia come mangiare sempre la stessa cosa, non sai mai quello che ti perdi finché non provi nuovi sapori.

erasmus in spagna

Dai un’occhiata anche alle 10+1 mete da visitare per una vacanza in Spagna

Un consiglio non banale per chi è indeciso se fare l’Erasmus o meno?

Penso sia un’esperienza che vada fatta soprattutto per chi vive con i genitori, si impara l’indipendenza, si impara a capirsi, se si è in grado di prendere le esperienze negative e trasformarle in qualcosa che è stato positivo per la propria crescita c’è solo da gioirne. Alla fine non si tratta di crescere professionalmente, ma soprattutto dal punto di vista umano, perché dipende da come lo affronti e conoscere nuove persone e culture apre la mente e ti fa diventare una persona migliore, io la vedo così.

Grazie per essere arrivato alla fine dell’articolo. Se lo hai trovato interessante, perché non lo condividi con un amico? Dai, non fare il tirchio!

Debora 🙂

Lascia un commento