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Se io potessi vivrei perennemente con le cuffie alle orecchie. E se potessi scegliere vivrei in un negozio di dischi. I cantanti italiani per me sono sempre stati una grande risorsa, riflettono insieme la conoscenza della musica mondiale e la cultura italiana. Sono una sintesi di come l’Italia vede il mondo.

Ricordo con piacere i tanti momenti spesi a curiosare tra le raccolte di interi decenni in cofanetti. Certo, ho le mie preferenze personali, ma sono sicura che se ami la musica, o sei alla ricerca di una fonte veloce di informazione, questa lista potrebbe tornarti utile.

cantanti italiani

26 Cantanti italiani dalla A alla Z – La guida definitiva

Ecco i 26 cantanti italiani che dovresti conoscere. Ne ho selezionato uno per lettera alfabetica in maniera simbolica, conoscendone uno potresti avvicinarti a al suo genere e ai colleghi del suo tempo. Sarà divertente.

Ah, ti lascio anche qualche video random, per iniziare l’ascolto!

A – D

Allevi

  • Va bé, si sa che per cantanti si intende anche band e musicisti, quindi io vorrei proporti un musicista del nostro decennio, poco amante della telecamera e molto preparato in materia di musica classica, noto al pubblico per essere pianista. Non sarà l’unico musicista di questo elenco.

Ascolta l’intervista ad Angelica

Bluvertigo

  • Balzi del genere in questo post li troverai spesso, la musica è musica e i grandi esponenti vanno raggruppati tutti insieme. Conoscerai sicuramente Morgan, diventato famoso nel piccolo schermo grazie a X- Factor. Ex marito di Asia Argento, oggi amato dal pubblico più di lei. Morgan era il frontman dei Bluvertigo, una band degli anni 90 che partecipò anche a Sanremo. Un ascolto potrebbe darti un’idea della scena rock italiana di quegli anni.

I Cani

  • Nella vita al fianco di Calcutta e Tommaso Paradiso, nella musica all’interno di una nicchia alternativa che non tutti amano decifrare. Niccolò Contessa, un ragazzo poeta che suona con il synth e canta in italiano. Non puoi perdertelo. Te lo propongo qui nella sua veste più pop!

LEGGI LE MIE INTERVISTE AI CANTANTI ITALIANI CONTEMPORANEI

Daniele

  • Può sembrare scontato, ma al di la di “Dubbi non ho”, “Sara” e “Amore senza fine”, Pino Daniele va conosciuto in profondità per il blues che ha donato alla nostra nazione. A questo proposito ti consiglio anche l’ascolto del suo amico James Senese.

E – I

Elio e le Storie Tese

  • Altro giudice di X-Factor. Ringraziamo pubblicamente i talent show che hanno introdotto alcuni dei migliori cantanti italiani al grande pubblico. Per gli ascoltatori insaziabili e i musicisti, la band di Elio è da sempre fonte d’ispirazione, perché la formazione classica combinata all’ironia da luogo alla genialità. Sai farmi un nome da comparare a loro?

Fanigliulo

  • Questo non lo conosci di sicuro. È un cantate che è mancato troppo presto per mostrare all’Italia il suo talento. Coetaneo di Zucchero e Vasco Rossi, si pensava fosse morto per overdose, ma invece ciò che lo uccise fu un ictus. La sua musica ha insieme cantautorato e teatro comico. Devi ascoltarlo.

Graziani

  • Altro cantautore praticamente unico nel suo genere. Cantante dal look strettamente anni 70, Ivan ha lasciato all’Italia una serie di perle da ascoltare in loop. Per i testi, per l’arrangiamento, per la voce. Un rocker abruzzese, padre di FilippoSapevi che qualcuno ha scritto una canzone sulla Gioconda?

Frankie Hi- Nrg

  • Questo, sinceramente, l’ho messo per carenza di nomi con l’H, le altre opzioni erano Den Harrow (che ti consiglio se sei appassionato di musica anni 80) e Heather Parisi (che ti consiglio se sei appassionato di TV e media). Frankie Hi- Nrg è sicuramente un personaggio da conoscere, io non so molto su di lui, ho ascoltato solo un suo album che ho trovato interessante. Non lo ascolto perchè rap e hip- hop non mi hanno mai fatto impazzire. Però se sei un fan di J-Ax o della trap perché non documentarsi?

CHE SIGNIFICA INDIE?

Il Genio

  • Alessandra Contini e Gianluca De Rubertis scrivevano testi per noia e hanno composto musica in maniera scherzosa. Ma questo era l’unico modo per far musica nel 2009 in un momento in cui la scena alternativa oscillava tra i mostri sacri del rock e la tarantella potente. Essendo loro, due eleganti esponenti di una musica più moderata e meno commerciale, hanno dato alla luce un duo e tre album elettro pop che oggi avremmo messo nella playlist indie Italia di Spotify. Sono diventati famosi con “Pop Porno”, che sicuramente conoscerai.

J – M

Jannacci

  • Se c’è una visione del mondo che dovresti avere è la sua. Enzo Jannacci con il suo cabaret smonta la vita di tutti i giorni, la mette prima in ordine in una specie di elenco e poi la analizza con una lente nonsense. Se consideri che la sua musica appartiene al dopoguerra, ti accorgerai presto che nasconde sempre una morale sotto lo scherzo, che evidenzia le cose veramente essenziali della vita.

Kutso

  • Questa band non si colloca. Anche i Kutso hanno un modo ironico di vedere la vita che racconta molte, a volte, tristi verità. Con significati non subito visibili (come ad esempio proprio il nome) interessano e incuriosiscono anche chi, come me, non li preferiva musicalmente, ma li ha molto apprezzati per la semplicità con cui si rivolgono al pubblico.

Ascolta l’intervista ai KuTso

Ascolta l’intervista a Lorenzo Kruger dei Nobraino

Lear

  • Ti dico da subito che Amanda Lear ha da poco fatto un duetto con Gianluca De Rubertis de Il Genio e ti consiglio di ascoltarlo. Abbiamo la fortuna di avere ancora in vita un pezzo di storia dell’arte contemporanea. Ha lavorato con e conosciuto i più grandi esponenti artistici e musicali come Dalì, Bowie e Warhol. La sua vita privata è tempestata di tragedie, varie versioni riguardo al suo genere sessuale e grandi nomi.

Maria Antonietta

  • Speravo tanto che un giorno la scena musicale la rendesse visibile. Maria Antonietta ha contenuti decisamente interessanti, non sta a parlare di un cuore spezzato o dei diritti della donna non riconosciuti. Descrive le sue sensazioni con consapevolezza una volta metabolizzato il trauma. E sinceramente la trovo una cantautrice con molto da dire poiché ha molto da dare intellettualmente.

Leggi l’intervista al Management

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Salvarti sull’orlo del precipizio, quello che una musica può fare

N – Q

Nada

  • Questa signora ha saputo mantenere la sua immagine piuttosto immutata nel tempo. Ha costantemente mantenuto collaborazioni di un certo livello musicale, dai Rokes a A Toys Orchestra. La canzone che consiglio qui è colonna sonora di The Young Pope. Se avete l’occasione di vederla in concerto non perdetela, io non vi anticipo nulla. 🙂

Teatro degli Orrori

  • Avrei dovuto metterlo alla T, ma alla O non avevo nulla che mi convinceva. Peraltro trovavo importante citarli. Se hai una vocazione per la letteratura te li consiglio vivamente, sono noti per le influenze di Pasolini, Bene e Majakovskij. Si tratta di letture di un certo spessore e per molti di un certo peso. Ad ogni modo vengono anche inseriti nelle playlist rock da discoteca.

Pupo

  • Scherzo. È che arrivati a questo punto della lista c’era bisogno di un elemento di distrazione. Ad un amante della storia della musica, che ormai sei diventato, schizzando in diagonale da un genere all’altro e in verticale da un decennio all’altro, consiglio Fausto Papetti, sassofonista prevalentemente conosciuto per le colonne sonore dei film anni 60 e 70.

Quartetto Cetra

  • Se credevi che la band più longeva italiana fossero i Pooh sei in errore: il Quartetto Cetra è durato dal 1941 al 1990. Hai un’idea? Questo è un altro esempio di band inimitabile. Con pezzacci come “Nella Vecchia Fattoria” e “Un bacio a Mezzanotte” il Quartetto Cetra ha anche spesso fatto parte dei primi programmi televisivi italiani.

R – V

Russo

  • Qualunque cosa accada e dovunque io vada sento il bisogno di citarla, per diversi motivi. Per la sua formazione lirica, per il disagio che viveva, di una donna che per cantare in Italia doveva adattarsi alle pantomime con schiocco di dita e ancheggio, per l’irriproducibile voce che però lei non amava molto. Per descrivere Giuni Russo basta dire che nella chiusura di “Un’estate al mareriproduce vocalmente l’urlo dei gabbiani, un suono che nelle numerose cover straniere è stato riprodotto solo con gli strumenti musicali (come ad esempio accade in “Unas vacaciones” di Paloma San Basilio).

Soerba

  • Starò sbagliano, ma non sento completa la lista senza una band alternativa a caso che abbia partecipato a Sanremo. Ho già citato i Bluvertigo, ma credo che per per capire le basi della musica del 2019 sia bene approfondire quella di 20 anni fa. I Soerba suonavano musica elettronica con testi italiani, hanno partecipato a Sanremo e all’epoca “I am happy” passava tantissimo in radio.

Tozzi

  • A questo punto dirai tra te e te che alla “O” era meglio mettere Anna Oxa e alla “T” il Teatro degli Orrori. Invece Gloria è una canzone tradotta in un miliardo sette milioni ottocento mila lingue e Jarvis Cocker dei Pulp ne ha utilizzato l’intro in quella che è la sua canzone più famosa e meglio riuscita. Consiglio Umberto Tozzi perché è un esponente della musica pop italiana di almeno tre decenni.

Üstmamò

  • Per il principio “mettiamone uno per ogni lettera alfabetica” ho tirato fuori questo. Sinceramente ne sono fiera, perché arrivata alla U sono convinta di aver toccato ogni parte ricercata della musica italiana che vale la pena scoprire. Si tratta di una band nata negli anni 90, fa pop in chiave un po’ elettronica e un po’ funky come molti a quei tempi.

Leggi l’intervista a l’Ultimodeimieicani

Vanoni

  • Singolare personaggio della canzone italiana. Negli anni 60 c’era spesso il rischio di cantare canzoni popolari come una “Finché la barca va” o una “La pioggia” per piacere al pubblico. Ornella Vanoni non lo ha mai fatto, ha sempre mantenuto una sua personale interpretazione delle canzoni, puoi notarlo in particolare in quei pezzi cantati anche da altri. Molto famosa anche in Sud America, ha una discografia lunga dal 61 ad oggi. “L’appuntamento” è stata colonna sonora di Ocean’s Twelve di Soderbergh, ma l’ha cantata anche in coppia con Carmen Consoli ed Elisa.

W – Z

Willie Peyote

  • Un musicista che usa il rap e lo riveste d’oro attraverso l’orchestra. Ermetico nelle interviste, pratico nei testi, Willie accende in noi la speranza che la musica (musica, non canzoni con bei testi e ottimo arrangiamento) italiana goda di ottima salute.

Leggi l’intervista a Willie in occasione del Color Fest 2018

Pop X

  • È sconsigliato ascoltare i Pop X in auto con amici o parenti, potrebbe uscire fuori la parola “uccelloni” o la frase “sei una vacca” dal nulla. E poi vuoi dire che non te lo cerchi il commento della zia che chiede che musica ascolti. Ad ogni modo, non trovo una band simile oggi in Italia. Sanno tessere, su una base romantica elettronica, testi apparentemente insensati. Si sà (vedi Jannacci e ELST) che questo tipo di canzone è il migliore per raccontare e descrivere il proprio presente. Il virtuosismo parla molto più di una metrica ben fatta.

Yuppie Flu

  • Con gli Yuppie Flu volevo fare presente che esistono molti nomi stranieri che cantano in inglese un genere che con l’Italia non ha niente a che vedere. Vedi Drink to Me, vedi Casa del Mirto, vedi Planet Funk. Tieni presente questo quando parli di musica italiana.

Zucchero

  • Il grande copione, è vero, un po’ come i Coldplay  (proprio poco) ha saputo prendere il meglio che c’è dalla musica e farlo suo. Di Zucchero balleresti anche le canzoni cantate dalla cover band al festival dei camionisti in un paese di montagna. Io ti invito ad ascoltare Zucchero perché attraverso le sue collaborazioni, cover e citazioni potresti avere accesso ad altri cantanti internazionali bravissimi come ad esempio Beck.

Eccoci finalmente giunti alla fine. In questa lista non ho voluto mettere i cantanti italiani che secondo me sono i migliori di tutti. Se qui non vedi i Subsonica o Francesca Michielin, non è perché non mi piacciano, anzi. È semplicemente che, se ti sono venuti in mente, vuol dire che già li conosci e che non hai bisogno di essere consigliato su un loro ascolto.

È un elenco pensato per un ragazzo curioso alla ricerca di consigli fidati o per un adulto che vuole fare nuovi ascolti. Poi si sa, il web è pieno di opportunità, basta leggersi la lista alla voce “cantanti italiani” di Wikipedia per conoscerli davvero tutti. I miei sono semplici consigli su artisti che trovo giusto che tu conosca e che vengano ricordati per la loro bravura.

Piuttosto, scrivimi tu nei commenti qualche consiglio, qualche nome che merita di essere ricordato da un appassionato di musica al di là di un semplice elenco che ne prevede solo 26! È importante per me modellare ciò che leggi in base alle tue tendenze.

Ciao e grazie

Debora

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